Dolomites | 4K time lapse

Written by admin

Il mio ultimo progetto, un video in time lapse sulle Dolomiti dell’Alto Adige e del Trentino:

Interamente scattato nel corso di due soggiorni estivi, uno in val di Braies nell’estate 2014 e uno a San Martino di Castrozza nel 2015, documenta lo svolgersi di una giornata tra quei massicci rocciosi, dall’alba fino alla notte. Dalle inconfondibili silhouette delle Tre cime di Lavaredo, agli ampi pascoli verdi, fino ai tortuosi torrenti alpini, alterna panorami scenografici a dettagli quasi nascosti, nel tentativo di catturare le molteplici bellezze che questi luoghi offrono.

Scattato con: Nikon D7000, Nikon D5000, Nikon 18-105 mm, Tokina 11-16mm, Samyang 8mm, slider autocostruito.

post produzione in: After Effects, Lightroom e Tltools

Di seguito c’è la versione youtube, caricata in risoluzione 4K, sebbene con una diminuzione del bitrate.

Dietro le quinte

Slider DIY per time lapse
Slider per time lapse DIY

Chi ha provato a realizzare un progetto time lapse sa quanto lavoro ci sia dietro ogni singola sequenza. Dal raggiungere la location ad orari improbabili, al setup del dolly per i time lapse in movimento, alle lunghissime sessioni di post-produzione per elaborare gli scatti, ogni operazione richiede molto tempo. Per dare un’idea:

  • per la sola fase di scatto ci vogliono dai 25 minuti per le semplici sequenza di nuvole, fino alle 3 ore per i time lapse alle stelle.
  • Il setup dello slider richiede in media una mezz’oretta buona
  • ogni sequenza richiede almeno un’ora di elaborazione, che sale facilmente a tre o più se ci sono flickering, cambiamenti di luminosità o persone da rimuovere.
  • il tempo per scegliere una traccia musicale che sia utilizzabile senza infrangere i copyright (di solito hanno licenza CC di vario genere), ma che abbia anche i giusti ritmi e sia bella, ovviamente.
  • Il tempo per l’assemblaggio del filmato finale, che tra montaggio, effetti e color correction, rimane comunque la parte più veloce
fasce anticondensa per time lapse
La condensa formatasi sulla fotocamera al termine di un time lapse alle stelle e la fascetta anticondensa

Per la prima volta ho scattato anche time lapse astronomici, approfittando delle buone condizioni di buio che offre generalmente la montagna, anche se questo genere di riprese si è subito rivelato come la difficoltà maggiore, per diversi fattori:

  • principalmente il freddo: per quanto ci si possa coprire di vestiti, anche cosiddetti “tenici”, dopo due ore e mezza fermi a 2500 metri, il freddo si fa sentire. L’unica soluzione è cercare di mantenersi il più possibile in movimento.
  • il buio: tutto sommato con una normale torcia frontale è l’ostacolo più aggirabile, ma all’inizio può spaventare, specie se si è completamente soli.
  • la condensa sulle lenti: l’umidità dell’aria tende infatti a condensarsi molto sul vetro dell’obiettivo, rischiando di rovinare completamente una sequenza. Per evitare questo problema si possono avvolgere delle fascette riscaldanti sull’obiettivo.
  • la messa a fuoco, perché la luce delle stelle è veramente debole e bisogna spesso ricorrere ad altre fonti di luce.
  • gli alti ISO: purtroppo questo problema è veramente risolvibile solo con una full frame

 

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